Reggio città delle persone: la politica della partecipazione del Comune di Reggio Emilia
Il contesto
Il Comune di Reggio Emilia ha visto negli ultimi due decenni una forte trasformazione demografica, urbanistica e infrastrutturale che ha modificato sostanzialmente non solo il territorio e l’ambiente urbano ma anche le reti sociali di appartenenza civile e politica.
Pur in un quadro generale di sostanziale tenuta della qualità della vita, dell’ambiente e della struttura sociale, sono presenti segnali di disagio e problematiche proprie delle società sviluppate contemporanee, non ultimo un individualismo sempre più marcato che rischia, tra l'altro, di attenuare quel sentimento civico, quella tensione verso il bene comune, che da sempre ha caratterizzato le relazioni sociali in questa città, sia nella sfera individuale sia nelle forme dell’agire collettivo. Sono un esempio il diffondersi anche nella nostra realtà di pratiche di mobilitazione della comunità locale (o addirittura micro-locale) che, attraverso la costituzione di comitati spontanei e organizzazioni di proteste, si pongono in maniera a volte corporativa verso progetti di interesse generale in nome di rivendicazioni particolaristiche che non vanno oltre al “perché proprio qui” (cosiddetta sindrome Nimby – “Not In My Back Yard” – ossia “non nel mio giardino” “non sotto casa mia”).
Tali forme di auto organizzazione hanno una natura ambivalente: se da un lato sono segnale di un disagio e di una difesa del proprio “particolare”, dall’altro sono il segno positivo della volontà dei cittadini di agire per la qualità del loro ambiente di vita.
In tale contesto gli enti locali sono sempre più chiamati ad affrontare problemi ambientali e sociali complessi, ad aprire nuovi spazi di democrazia, a ricercare nuove modalità di attenuazione dei conflitti sociali al fine, in ultima analisi, di ricomporre gli interessi collettivi delle comunità in un ottica di qualità del vivere e sostenibilità dello sviluppo.
Le sfide del Comune di Reggio Emilia
Il Comune di Reggio Emilia è stato uno dei primi enti locali italiani ad attivare processi partecipativi strutturati. Oltre al processo di Agenda 21 locale l’ente ha voluto avviare negli ultimi anni diverse esperienze partecipative sia a scala cittadina sia a scala “di quartiere “ nell’ottica di un maggior avvicinamento ai cittadini e di un loro coinvolgimento attivo nella definizione ma anche nell’attuazione di progetti per migliorare la qualità e vivibilità della città. Tra queste ricordiamo le Agende 21 di quartiere, nonché i numerosi progetti di urbanistica partecipata e i percorsi di partecipazione su importanti progetti di riqualificazione di zone degradate, i percorsi legati importanti strumenti pianificatori come il Piano della Mobilità e il Piano Strutturale Comunale o l’ultima esperienza di Bilancio Partecipativo.
Inoltre, recentemente il Consiglio comunale ha approvato un nuovo Regolamento delle Circoscrizioni che prevede che le stesse, attraverso l’esercizio di significativi poteri delegati e mediante la pratica di nuovi modelli e forme di partecipazione (che coinvolgano istituzioni, formazioni sociali e singoli cittadini nei processi decisionali), operino in sinergia con le altre istituzioni della rappresentanza democratica.
Tutte queste azioni testimoniano la volontà concreta dell’Amministrazione di “dare gambe” ad una concreta politica della partecipazione che da alcuni anni l’Amministrazione si è data, politica volta a rifondare il rapporto di fiducia e collaborazione tra cittadini e amministrazione comunale che sempre l’ha caratterizzata nell’ottica di fare sì che Reggio sia sempre più veramente … città delle persone.
Tale politica ruota attorno a tre obiettivi principali:
- potenziare e diversificare i canali e le modalità di ascolto-dialogo con i cittadini al fine di rilevare in modo capillare e sistematico i loro bisogni ed esigenze, anche e soprattutto attraverso le Circoscrizioni;
- favorire la partecipazione dei cittadini alla progettazione del futuro della città per una condivisa partecipazione democratica, facendo sì che le istanze emerse siano incluse all’interno del processo decisionale degli organi politici e tecnici;
- avviare un processo di potenziamento delle Circoscrizioni per rifare di esse, secondo l’ispirazione originaria, “Governo di prossimità”, ovvero luoghi e strumenti di decisione partecipata in grado di rafforzare la dimensione comunitaria della città e valorizzare e potenziare l’integrazione e la coesione sociale tra tutti i cittadini.
Questo sito web, dedicato specificatamente alla partecipazione, risponde, quindi, alle nuove esigenze e a questa specifica volontà del nostro ente.
Esso vuole non solo essere una “vetrina” dando una panoramica completa dei processi partecipativi attuati ma vuole essere soprattutto un “strumento di partecipazione e trasparenza” volto a incrementare la partecipazione attiva dei cittadini (anche sperimentando nuovi canali di partecipazione) e a fornire a tutti informazioni sui risultati dei percorsi partecipativi e su quanto realizzato rispetto agli impegni assunti.



